Risultati - Settore Scuola
Attraverso il processo di validazione di EMPATIC è stato identificato un insieme di elementi critici per l’Alfabetismo Informativo (AI) - ovvero Information Literacy (IL) - nel settore della Scuola, di seguito elencati.
- Le strategie di sviluppo nei diversi paesi europei sono ritenute scontate, tuttavia non si riscontra l’esistenza di valide misure politiche per l’AI;
- Sono necessarie dettagliate strategie di Information Literacy. Nondimeno, i sistemi educativi, la cultura dell’informazione e le esperienze nel campo dell’Information Literacy variano in Europa da paese a paese e ciò che funziona in una parte del continente, può non funzionare in un’altra. Pertanto sarebbe meglio formulare degli standard europei di Information Literacy in termini di obiettivi formativi; ciò significa individuare un insieme di obiettivi nel campo dell’Information Literacy che devono essere raggiunti attraverso diverse e idonee modalità e differenti strumenti, in contesti di apprendimento sia formali che informali, che non-formali. In altri termini, gli obiettivi dell’Information Literacy dovrebbero essere gli stessi in tutta Europa, mentre le strategie di sviluppo dovranno essere specifiche e idonee ad ogni contesto nazionale.
- A chi affidare la responsabilità di introdurre e sviluppare un AI? Un organismo centrale? La risposta non è semplice. In genere gli organismi centrali sono adatti per identificare obiettivi di lungo termine, tuttavia il lavoro cooperativo di più parti interessate a livello locale costituisce il luogo dove si attua o si dovrebbe attuare in concreto la strategia.
- I giovani, cosiddetti “nativi digitali” non possiedono necessariamente un cultura dell’informazione e anzi sono proprio quelli che più di altri necessiterebbero di essere alfabetizzati all’informazione.
- I direttori scolastici e gli insegnanti - quali agenti centrali nella Scuola – dovrebbero essere resi consapevoli di ciò che l’Alfabetismo Informativo è, della sua importanza e di come possa essere attuato attraverso l’insegnamento.
- I bibliotecari e i professionisti dell’informazione che sono tradizionalmente impegnati a favore dell’Information Literacy dovrebbero collaborare con le altre parti interessate e coinvolte nei processi educativi, quali: presidi, insegnanti, genitori, studenti, autorità locali e altre persone che hanno un importante ruolo sociale nelle loro comunità locali (funzionari di polizia, sacerdoti, vigili del fuoco, ...).
Esempi di buone prassi
EMPATIC ha identificato un insieme di esempi di buone prassi nel settore della Scuola, quali:
- CHILIAS - Bambini in biblioteca: migliorare l’accesso alla biblioteca virtuale multimediale e le competenze informative.
- Information literacy skills – il passaggio dall’educazione secondaria a quella terziaria;
- Informatyka -: il programma interregionale per la qualificazione informatica degli studenti di scuola secondaria ;
- VERITY - Risorse virtuali ed elettroniche per la formazione alle competenze informative;
- UNESCO- curriculum in Media e Information Literacy per insegnanti
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